Nutrire Trento #Fase2: come fare di necessità virtù

A cura di Angelica Pianegonda e Mattia Andreola

Non potevamo rimanere con le mani in mano! Anche a Trento, così come in tantissime altre città italiane, durante il periodo di lockdown stavano nascendo molte iniziative spontanee di acquisto e vendita diretta di prodotti ortofrutticoli locali. Qualcosa che “naturalmente” stava procedendo nella direzione di ciò che il progetto aveva in animo sin dall’inizio di sollecitare. Infatti, la vendita diretta “porta a porta” riconnetteva produttori e consumatori anche in un’ottica di sostegno solidale. Come poteva il nostro progetto – attivo dal 2017 – sostenere queste iniziative, aiutandole a diffondersi e ad intercettare non soltanto i cittadini già attivi (ad esempio nei gruppi GAS), ma chi fino ad ora era rimasto distante da questo mondo e da queste pratiche di “consumo critico”? Nel tentativo di sostenere queste esperienze positive prodotte dall’emergenza sanitaria da Covid-19, il Tavolo di Nutrire Trento ha ideato Nutrire Trento #Fase2, un’iniziativa volta a creare una rete di consegna a domicilio di prodotti agricoli.

Il Tavolo rappresenta il contesto in cui – grazie ad una iniziativa promossa dal Comune di Trento, l’Università di Trento che apre alla partecipazione di tutti gli attori della “filiera del cibo”- emergono idee che hanno l’obiettivo di indirizzare la definizione di una Politica Locale del Cibo, seguendo le linee del Milan Urban Food Policy Pact che il Comune di Trento ha firmato nel 2019. Il progetto Nutrire Trento, oltre ad aver costruito una piattaforma online in cui sono mappati gli attori locali, ha obiettivi ambiziosi. Vuole essere nel contempo un progetto politico, culturale e economico, nel senso che si pone l’obiettivo di sensibilizzare ad una produzione e consumo più sostenibile, di avvicinare produttori e consumatori, città e campagna, promuovendo una governance partecipata del cibo al fine di stimolare una politica più attenta alla salute delle persone e dell’ambiente, nonché capace di promuovere l’economia virtuosa.

Durante il lockdown, il Tavolo ha continuato a riunirsi in forma virtuale. Durante le riunioni che ovviamente prendevano atto della situazione contingente, è sorta la volontà di fare qualcosa per affrontare il momento di crisi, dando visibilità agli attori e alle iniziative che avvicinavano produttori e consumatori. L’idea è stata anche quella di analizzare le dinamiche che stavano generando nuove pratiche, per comprenderle meglio e aiutarle nel loro sviluppo. Grazie alla collaborazione di 82 famiglie iscritte (68 effettivamente partecipanti) e 15 produttori, si è cercato di approfondire la sostenibilità – ambientale ed economica – di quanto spontaneamente si stava sviluppando attraverso una ricerca abbinata ad un reale sostegno alle iniziative di consegna a domicilio.

Per nove settimane, dalla metà di maggio, è stata organizzata una “piattaforma umana” che aiutasse l’incontro tra domanda di prodotti agricoli locali con l’offerta, ovvero chi li produceva. Dopo qualche settimana, il progetto ha creato anche un blog per raccontare l’esperienza in atto e per favorire il trasferimento di informazioni tra produttori e consumatori in modo da facilitare maggiormente l’incontro e il dialogo. Sono stati affrontati temi riguardanti la produzione sostenibile di cibo. Tramite delle video-interviste ai produttori e ad articoli di carattere divulgativo si è cercato di trasferire le esperienze di chi il cibo lo produce.

La partecipazione all’iniziativa nella prima settimana è stata anche più alta delle aspettative. Con la progressiva riduzione delle misure di contenimento e la ripresa dei ritmi di vita normali, tuttavia, si è assistito ad una graduale riduzione del numero di ordini. Ciò che è rimasto stabile nel tempo è stato invece l’entusiasmo delle famiglie, che nonostante in alcuni casi non siano riuscite – per varie ragioni – a partecipare agli ordini, hanno comunque dimostrato un crescente interesse ad immaginare insieme un progetto che possa portare sulle loro tavole prodotti di buona qualità, ecologicamente sostenibili e dalla provenienza certa. Dai loro suggerimenti è emersa grande domanda di prodotto fresco.

La ricerca ha altresì evidenziato una difficoltà a raggiungere il quantitativo minimo di spesa richiesto dai produttori per rendere economicamente sostenibile lo spostamento per la consegna e la difficoltà a ricevere consegne in orari diversi. Dal canto loro i produttori hanno sentito il bisogno di riflettere su un’organizzazione comune delle consegne, e alcuni di loro si sono resi disponibili a cominciare un ragionamento di pianificazione delle semine e delle produzioni per andare incontro ai bisogni delle famiglie della città.

Tutto questo è stato raccontato in questo video preparato per partecipare ai #MilanPactAward 2020.

#MilanPactAward 2020 Trento – Feeding Trento

…Verso Nutrire Trento #fase3?

Grazie alla raccolta dati effettuata tramite i questionari somministrati a produttori e famiglie, è stato dunque possibile comprendere le difficoltà riscontrate, ma anche immaginare possibili sviluppi del progetto #Fase2.

L’interesse all’acquisto di prodotti sani, locali e sostenibili che ha stimolato l’aumento delle consegne a domicilio e degli acquisti diretti presso produttori locali e negozi di vicinato ha messo in evidenza come i partecipanti:

  • hanno dichiarato di aver diminuito sostanzialmente gli acquisti presso discount, supermercati e ipermercati.
  • hanno modificato la tipologia di prodotti confermando l’interesse verso i prodotti freschi e locali, cosa che ha garantito un aumento considerevole degli acquisti di prodotti biologici e del territorio.

Secondo le dichiarazioni dei rispondenti, le persone coinvolte nel progetto #Fase2 hanno anche consumato meno frequentemente rispetto al solito prodotti surgelati e preconfezionati.

Confermando la tendenza emersa anche da altri studi svolti durante il periodo del primo lockdown, è aumentato anche il tempo dedicato alla preparazione dei pasti e, soprattutto, è aumentata la programmazione degli stessi. Questo ha permesso una diminuzione sostanziale degli sprechi alimentari (Andreola e Forno, 2020).

Dalla sperimentazione sono, quindi, emersi segnali importanti su queste modalità alternative alla grande distribuzione organizzata. Per questo motivo il Tavolo di Nutrire Trento ha iniziato a pensare ad una #Fase3 che al momento sta prendendo in considerazione tre possibili avanzamenti dove peraltro sono evidenti le convergenze:

  • la creazione di una piattaforma digitale, attraverso il progetto CROWNFOOD: reti alimentari sostenibili e piattaforme digitali oltre il Covid-19. Questo progetto, che ha vinto un bando dell’Ateneo di Trento si pone l’obiettivo di “sviluppare, implementare, testare e validare una piattaforma digitale a supporto alle reti alimentari sostenibili che permetta di proporre diverse soluzioni alternative per mettere in contatto diretto produttori e consumatori di prodotti alimentari, anche locali, con un approccio innovativo, dinamico ma sostenibile”.
  • la nascita di una Community Supported Agriculture (CSA), progetto proposto dagli agricoltori che hanno partecipato al progetto e che ora stanno cercando di realizzare con il supporto di altri attori del Tavolo Nutrire Trento. La piattaforma di cui sopra, viene vista in quest’ottica un possibile strumento a supporto della CSA stessa.
  • l’avvio di un negozio locale, Tuttoverde, che si è proposto come hub di raccolta e distribuzione dei prodotti agricoli. Questa auto-candidatura potrebbe essere sia uno strumento di transizione, nel frattempo che la CSA prenda vita, sia un’alternativa alla CSA stessa per i cittadini che non intenderanno prenderne parte.

Il Tavolo, nonostante le difficoltà legate al particolare momento storico in cui stiamo vivendo, non sta smettendo di sognare e pensare ad altre piccole progettualità che permettano di promuovere la creazione di una rete del cibo solidale, sostenibile e che valorizzi i prodotti locali, per ridisegnare tutti insieme la geografia del cibo a Trento.

Il gruppo di lavoro di Nutrire Trento #Fase 2:

Responsabili scientifici

Paola Fontana, Responsabile progetto NT, capoufficio servizio agricoltura, Comune di Trento

Francesca Forno, Responsabile progetto NT, sociologa, Università degli studi di Trento

Coordinatori

Mattia Andreola, Sociologo, L.M. in Sociologia e ricerca sociale, Università degli Studi di Trento

Anna Brugnolli, Educatrice, L.M. in Lavoro, cittadinanza sociale e Interculturalità, Università Ca’ Foscari di Venezia

Giacomo Oxoli, Stagista e laureando in Sociologia – L.T. PeIS (Progettazione e Innovazione Sociale), Università degli studi di Trento

Angelica Pianegonda, Assegnista di ricerca, L.M. in Ingegneria Edile – Architettura, Università degli studi di Trento

Comitato tecnico scientifico

Michela Angeli, esperta di comunicazione, Fondazione Mach

Lara Bustros, specialista ambientale, Project Manager Greencycle

Marina Carrieri, dottoranda in Agroecosystems (UFSC, Brasile) e in Scienze agroalimentari e ambientali (UNITN)

Marco Combetto, informatico, Trentino Digitale

Silvia Filosi, tecnologa alimentare, Cooperativa Risto3

Stefania Lusuardi, produttrice, Azienda Agricola Bio e Fattoria Didattica Maso Canova

Valentina Merlo, socia fondatrice e membro del direttivo dell’orto comunitario Richiedenti Terra

Maddalena Natalicchio, operatrice di comunità

Alessandra Piccoli, dottoranda in scienze dell’educazione, Libera Università di Bolzano

Leandro Sabin Paz, videomaker

Anna Viganò, architetto, ass. LabARCA

Elisa Vinciguerra, grafica, ass. LabARCA

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