FoodE – Food Systems in European Cities

A cura di Giuseppina Pennisi, Università degli Studi di Bologna

Il progetto FoodE (Food Systems in European Cities, www.foode.eu), avviatosi nel Febbraio del 2020 e finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del bando H2020-SFS-24 “Innovative and citizen-driven food system approaches in cities“, è un progetto quadriennale coordinato dal Prof. Francesco Orsini (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie e Alimentari dell'Università di Bologna).

Il consorzio del progetto comprende 24 partner (tra cui università, amministrazioni comunali, PMI e organizzazioni di produttori) provenienti da 8 differenti nazioni Europee (Italia, Germania, Olanda, Francia, Spagna, Slovenia, Norvegia e Romania).

L'obiettivo del progetto è quello di favorire la creazione di sistemi alimentari urbani partecipati, riunendo iniziative locali da tutta Europa e co-sviluppando e diffondendo una serie di strumenti – in collaborazione con il mondo accademico, i cittadini e le start-up del sistema alimentare – per garantire l'applicazione delle conoscenze intersettoriali più aggiornate.

La sfida principale del progetto FoodE è quindi quella di aggregare i modelli più sostenibili di sistemi alimentari nel contesto città-regione (City-Region Food Systems o CRFS) e consentire la co-progettazione di esperienze pilota innovative, promuovendo la salute e il benessere dei cittadini europei.

Questa sfida sarà affrontata avviando un processo di co-progettazione, basato sui principi della Citizen Science e della Ricerca e Innovazione Responsabile, in cui autorità pubbliche, cittadini, principali attori economici e organizzazioni no-profit condivideranno idee, strumenti, buone pratiche e nuovi modelli, sostenendo le città nel diventare centri per l'innovazione dei sistemi alimentari.

I risultati del progetto avranno impatto economico e sociale tramite la creazione di posti di lavoro, la promozione dell'economia locale, il rafforzamento del ruolo delle comunità locali nel rispetto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, così come l'identificazione e il rafforzamento delle relazioni tra i diversi attori della filiera alimentare.

Per raggiungere questi risultati sono state previste diverse fasi:

  • La prima ha come obiettivo la definizione di una metodologia per l’analisi della sostenibilità e la conseguente classificazione delle diverse tipologie di sistemi alimentari urbani. Per fare ciò è stato creato un vasto inventario di CRFS a livello europeo, dei quali è in corso la valutazione della sostenibilità economica, sociale ed ambientale.
  • La seconda fase ha invece come obiettivo la promozione di azioni di interazione tra i diversi CRFS. A tal fine è in corso la creazione di un’app per la valutazione ed il monitoraggio dei CRFS da parte degli stessi cittadini che li frequentano. Il progetto prevedeva in questa fase attività di sensibilizzazione e coinvolgimento di ragazzi in età scolare. Queste sono già state attivate per gli studenti della scuola secondaria, mentre sono in fase di rimodulazione per gli studenti della scuola primaria a causa dell'attuale situazione emergenziale.
  • Il terzo step ha come obiettivo quello di aumentare l’accesso a cibo sano e di alta qualità. Il progetto ha già infatti avviato azioni di co-progettazione per la creazione di 15 progetti pilota, dei quali tre si svilupperanno in Italia, a partire da Marzo 2021, e precisamente due nella città di Bologna e uno nella città di Napoli. Nello specifico, questi tre progetti riguarderanno la creazione di una vertical farm presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna con finalità didattiche e produttive, un parco alimentare urbano nella città di Napoli dove verranno realizzate delle serre produttive e un mercato contadino, e un piano di rigenerazione urbana nel quartiere Savena della città di Bologna dove verranno avviate attività di agricoltura urbana dedicate a fasce deboli della popolazione con finalità di integrazione sociale.
  • La quarta fase, che verrà avviata a partire da Febbraio 2022, prevede la creazione di uno strumento che mobiliti cittadini, municipalità e operatori dei CRFS nella valutazione della sostenibilità, attraverso l’identificazione di modelli d'impresa innovativi e la creazione di un apposito “marchio” che certifichi la sostenibilità dei CRFS.
  • Infine, l’ultima fase è la fase di promozione e diffusione dei risultati ad altre città europee. In questa fase verranno sviluppate linee guida che identificheranno i principali attori e le migliori pratiche provenienti dai progetti pilota e un manuale europeo sulla sostenibilità dei sistemi alimentari nel contesto città-regione.

Per maggiori info, si rimanda al sito web ufficiale del progetto: www.foode.eu

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Lo spazio delle politiche locali del cibo: temi, esperienze e prospettive

Presentazione del volume edito a cura della Rete Politiche Locali del Cibo. L’evento nel calendario di Terra Madre Salone del Gusto 2020

Registrazione dell’evento disponibile al link: https://youtu.be/cdCQmuUkfIE

Il libro è scaricabile gratuitamente al link: http://www.celid.it/scheda-libro?aaref=1403

Torino, 17 ottobre 2020. A meno di una settimana dal World Food Day del 16 ottobre e dopo il riconoscimento del Nobel per la Pace al World Food Programme dello scorso 9 ottobre, continuano le riflessioni sul valore delle politiche del cibo, mercoledì 21 ottobre alle 17.00 con l’incontro online “Le politiche locali e urbane del cibo in Italia”, nell’ambito dell’edizione speciale di Terra Madre Salone del Gusto 2020.

Copertina del volume

Durante l’incontro sarà presentato per la prima volta il libro “Lo spazio delle politiche locali del cibo: temi, esperienze e prospettive (Celid, 2020, collana Atlante del cibo), curato per la Rete politiche locali del cibo (Rete PLC) da Egidio Dansero (Università di Torino), Davide Marino (Università del Molise), Giampiero Mazzocchi (CREA-Politiche e Bioeconomia) e Yota Nicolarea (Università La Sapienza Roma). L’incontro si svolgerà sulla piattaforma Webex dell’Università di Torino, accessibile a questo link, e sarà trasmesso in diretta facebook sulla pagina @rete.politichelocalicibo.

Con i curatori e rappresentanti della Rete PLC interverranno in una tavola rotonda online Marta Antonelli della Fondazione Barilla; Valentino Castellani, presidente di Urban@it; l’onorevole Susanna Cenni della Commissione Agricoltura della Camera; Paolo Corbini della rete Città del vino; Marina Lauri di Anci Toscana; Marco Lucchini del Banco alimentare e Andrea Magarini della Food Policy di Milano. Insieme, gli ospiti della tavola rotonda ragioneranno sulla necessità di una politica nazionale che riconosca e valorizzi il ruolo delle politiche del cibo su scala locale.

Il volume “Lo spazio delle politiche locali del cibo: temi, esperienze e prospettive”, composto da 25 contributi, è l’esito di un lavoro avviato dalla Rete Politiche Locali del Cibo nel corso del 2019 e terminato all’inizio del 2020 e rappresenta la prima esperienza italiana di messa a sistema delle iniziative locali legate alle politiche del cibo. Ne emerge una molteplicità di modelli che il libro racconta e analizza, proponendo per la prima volta un percorso di lettura organico, partendo dalle grandi città, come Roma, passando per Milano, Torino e Genova, toccando poi centri medi (Bergamo, Pisa, Livorno, Matera e Trento), fino a quelli minori (Camaiore, le Madonie, la Piana di Lucca, la Valle del Tronto), con alcuni approfondimenti dedicati in particolare ai temi dell’economia circolare e del contrasto allo spreco alimentare.

Uno degli obiettivi di questa lettura è – come sottolineano i curatori del volume – “portare il discorso sulle politiche locali del cibo a uno status diverso, più elevato e più riconosciuto, legittimando le singole esperienze territoriali riconoscendo il tema delle politiche locali del cibo a livello nazionale, verso una maggiore presa in carico pubblica (istituzionale e civica) delle istanze sociali, ambientali ed economiche legate ai sistemi alimentari.

La pubblicazione è stata curata prima della pandemia di Covid-19, con il pregio di andare oltre una visione emergenziale, per mostrare invece “le capacità e potenzialità delle politiche del cibo come modalità di lavoro sul tema della sostenibilità e della resilienza dei sistemi alimentari, ancora più centrali all’insorgere di shock esterni e drastici cambiamenti di scenario come quelli che stiamo vivendo.

“Alla luce di Covid-19 emerge che le vulnerabilità e l’estrema complessità dei sistemi alimentari sono esattamente quegli aspetti cruciali che le politiche locali del cibo, e le varie declinazioni che esse assumono, intendono affrontare, studiare e analizzare”, spiegano i curatori. La pandemia ha infatti reso più evidente quanto le caratteristiche, i punti di forza e le criticità del sistema alimentare locale siano indicativi della capacità di risposta delle città alle vulnerabilità che le crisi dell’Antropocene spalancano.

Dai contributi raccolti nel libro, infatti, i curatori osservano che “le azioni più strutturate e sinergiche, le risposte più pronte ed efficaci si sono registrate in quelle città e territori che già avevano in qualche modo intrapreso la strada delle Food Policy locali, e in quei contesti dove esistono delle reti di città e territori in grado di istruire ed agevolare lo scambio di buone pratiche. Favorire e accrescere questo scambio è il ruolo che la Rete Politiche Locali del Cibo intende portare avanti con le sue prossime attività.

Il volume “Lo spazio delle politiche locali del cibo: temi, esperienze e prospettive” è stato stampato in collaborazione con EStà, nell’ambito del progetto URBAL finanziato da Fondation Agropolis, Fondation Carasso e Fondazione Cariplo, e si potrà scaricare gratuitamente, in licenza Creative Commons, dal sito della casa editrice Celid.

Comunicato stampa

Locandina evento

Chiara Spadaro, ufficio stampa della Rete Politiche locali del cibo

mail: spadaro.chiara@gmail.com

tel. +39 347.9087538

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Il Consiglio del cibo di Roma chiede l’approvazione della delibera sulla Food Policy per la capitale

Il Consiglio del Cibo di Roma, alleanza composta da ricercatori, associazioni, cooperative ed organizzazioni che lavorano sulle tematiche che ruotano intorno al Food System romano, ad un anno dalla nascita e dalla proposta di istituzionalizzare una Politica Alimentare sostenibile nel comune di Roma, chiede in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2020, di approvare la Delibera che darebbe avvio al processo di creazione di un Politica del Cibo a Roma, e ribadiscono alcune tematiche prioritarie di gestione del sistema alimentare romano alla luce della pandemia e dei cambiamenti climatici.

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del Consiglio del Cibo di Roma.

Nella giornata mondiale dell’alimentazione, oltre 50 associazioni, aziende, docenti universitari e ricercatori chiedono l’approvazione della delibera ferma da un anno, per dotare Roma di una strategia per l’agricoltura e il cibo sostenibile

ROMA, 16 OTTOBRE 2020 – Approvare subito la delibera ancora ferma nel cassetto che istituisce una politica del cibo (Food Policy) per la città di Roma. È la richiesta rivolta all’Assemblea Capitolina da oltre 50 tra associazioni, aziende agricole, personalità del mondo accademico e della ricerca scientifica riunite nel Consiglio del Cibo di Roma. La rete, che riunisce il mondo produttivo e la società civile impegnata nella promozione e nello studio dei sistemi alimentari sostenibili, è nata il 16 ottobre dello scorso anno con il lancio di una proposta di politica del cibo che rafforzi l’agricoltura romana, le filiere corte e i mercati territoriali, riduca gli sprechi alimentari e arresti il consumo di suolo, diffonda la consapevolezza della qualità del cibo, favorisca l’accesso dei giovani alla terra, migliori la gestione delle terre pubbliche e potenzi i canali pubblici di distribuzione del cibo, dalla refezione collettiva ai mercati rionali.

“Nei dodici mesi trascorsi, le richieste del Consiglio del Cibo sono state raccolte da maggioranza e opposizione che hanno approvato nelle Commissioni Ambiente e Commercio una delibera in cui si gettano le basi per dotare Roma metropolitana di una Food Policy – dichiarano i membri del Consiglio del Cibo – Tuttavia, sono mesi che chiediamo di approvare in aula questo provvedimento condiviso, ma le risposte non arrivano più”.

Eppure, la pandemia di Covid-19 ha mostrato come Roma abbia sofferto duramente delle difficoltà di accesso al cibo delle fasce più fragili della sua popolazione. Senza la mobilitazione delle reti della società civile e dei cittadini, che hanno raggiunto con aiuti alimentari, donazioni e sostegno quotidiano le più remote periferie, e senza il ruolo giocato dall’agricoltura di prossimità, che ha decongestionato i supermercati, l’amministrazione si sarebbe trovata in difficoltà molto maggiori.

Per il Consiglio del Cibo serve, oggi più che mai, “una politica del cibo che rafforzi i legami tra campagna e città, fra produzione e consumo, tra cibo e salute, migliorando tutti i canali di accesso al mercato per gli agricoltori del territorio e di accesso a un cibo di prossimità per i consumatori”.

Molte fra le più importanti città del mondo si sono attrezzate con una strategia alimentare, per far fronte a tante necessità: dalla lotta agli sprechi, all’educazione, dal supporto all’agricoltura contadina, al rafforzamento della distribuzione alternativa.

“Roma ha iniziato un cammino per mettersi al pari – spiega il Consiglio del Cibo – ma lo ha interrotto inspiegabilmente. Se c’è l’unità di intenti che abbiamo riscontrato, non vediamo il motivo per perdere altro tempo. Si approvi la delibera subito per dotare il Comune agricolo più grande d’Europa di una Food Policy che oggi serve più di prima”.

Le priorità per un cibo giusto ed ecologico

Con una politica del cibo, l’amministrazione ha l’opportunità di costruire una strategia complessiva che preveda azioni a breve, medio e lungo termine per rendere più sostenibile e resiliente il suo settore agroalimentare. Mentre si avvicina la tornata elettorale, tuttavia, questi temi rischiano di passare in secondo piano. Eppure alcune priorità potrebbero essere affrontate subito. Con questo obiettivo, il Consiglio del Cibo propone 3 punti urgenti per cambiare il sistema alimentare romano.

  1. Garantire l’accesso a un cibo sano e giusto, senza sprechi: è fondamentale potenziare la quota di prodotti locali nella refezione collettiva, aumentare l’educazione alimentare, sostenere con fondi pubblici la filiera della solidarietà e le esperienze di economia solidale come GAS, piattaforme di distribuzione alternativa, mercati contadini. Inoltre, va messa fine agli sprechi alimentari favorendo la redistribuzione delle eccedenze tramite il sostegno diretto al lavoro oggi in carico ad associazioni e volontari.
  2. Migliorare l’accesso alle risorse primarie e fermare il consumo di suolo: mettere a bando le terre pubbliche abbandonate per favorire il ricambio generazionale con l’ingresso nel mercato di giovani agricoltori, fermare la speculazione edilizia con obiettivo di azzerare il consumo di suolo.
  3. Potenziare le filiere corte: l’accesso dei produttori agricoli del territorio ai mercati rionali è minimo: in 127 mercati si trovano a malapena un centinaio di coltivatori diretti. L’amministrazione può fare molto per aiutarli a raggiungere il consumatore invece di vendere ai grossisti per prezzi inferiori.

“In questa giornata mondiale dell’alimentazione – conclude il Consiglio del Cibo di Roma – vogliamo dunque che vengano mantenuti gli impegni, ma anche offrire una prospettiva di lavoro immediata su alcune assi portanti del sistema alimentare dell’area metropolitana. Molte cose si possono fare subito, ma nel frattempo va approvata la delibera sulla Food Policy già in colpevole ritardo”.

Che cos’è il Consiglio del Cibo?

Il Consiglio del cibo di Roma metropolitana è un’alleanza composta da associazioni, aziende agricole, personalità del mondo della ricerca scientifica e dell’Università, nata nel 2019 con l’obiettivo di promuovere l’adozione di una Food Policy per Roma.

I membri del Consiglio sono:

Adesioni di enti, associazioni, organizzazioni, cooperative: Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. | Associazione Botteghe del Mondo | Associazione Comitato Parco di Casal del Marmo | Associazione Romana Dottori in Agraria e Forestali | Associazione Terra! | Centro Internazionale Crocevia | Cooperativa Agricola Co.br.ag.or | Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio | Cooperativa Sociale Agricola Parsec AgriCultura | Cooperativa Sociale Bene Comune | Cooperativa Sociale Capodarco | Cooperativa Sociale e di Comunità Campagna Sabina | Corso di studi in Scienze gastronomiche Roma Tre | Fairwatch | Fondazione Di Vittorio | Fondazione Ecosistemi | Global Shapers Rome Hub | GustoLab International | IN.N.ER (International Network of EcoRegions) | L’associata | Lands Onlus | Movimento Decrescita Felice Roma | Navdanya International | NeoSustainability | Officina 47 | Reorient Onlus | RES Ciociaria | Rete Italiana Politiche Locali del Cibo | Rete Romana Economia Sociale e Solidale | Risorse per Roma | Roma Salva Cibo – ReFoodGees | Slow Food Roma | Slow Food Youth Network Roma | Terra Nuova | Universitas Mercatorum | Le Zolle srl

Adesioni individuali: Elena Battaglini, Fondazione Di Vittorio | Alessandra Bonfanti, Legambiente | Giovanni Cannata, Univeritas Mercatorum | Aurora Cavallo, Universitas Mercatorum | Daniele Fattibene, Istituto Affari Internazionali / BCFN | Giulia Gallo, studentessa | Francesca Giarè, ricercatrice CREA | Andrea Giorgini, studente | Ancy Kollamparambil, studentessa | Franco La Torre, Risorse per Roma | Giacomo Lepri, agricoltore e antropologo | Lorenza Lirosi, studentessa | Roberta Magherini, Europrogettista freelance | Fridanna Maricchiolo, docente Università Roma Tre | Davide Marino, docente UniMol e Università Roma Tre | Manlio Masucci, Navdanya | Dalia Mattioni, ricercatrice | Giampiero Mazzocchi, ricercatore CREA | Lucilla Persichetti, ASVIS / Gruppo di Lavoro Cibo (SDG 2) | Roberta Sardone, ricercatrice CREA | Daniela Sciarra, attivista e ricercatrice | Roberto Sensi, ActionAid | Federica Sperti, ricercatrice | Ferdinando Suraci, Associazione Comitato Parco di Casal del Marmo | Simona Tarra, ricercatrice | Elena Tioli, giornalista | Marta Antonelli, CMCC, BCFN

Contatti

Francesco Panié – Ufficio Stampa

e-mail: f.panie@associazioneterra.it

mobile: +39 3664212245

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3° Incontro Nazionale Rete Italiana Politiche Locali del Cibo, 23-24 gennaio 2020, Napoli

Disponibili qui le slides del Workshop “Politiche Locali del Cibo, tra ricerche e pratiche” (24 gennaio 2020, seconda giornata dell’incontro):

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Una Food Policy per Roma

Molte metropoli del mondo hanno già avviato delle strategie alimentari (Food Policies) per affrontare il tema del cibo in città, eppure a Roma, Comune agricolo più grande d’Italia, le politiche del cibo sono frammentate e settoriali. Per questo Terra! e Lands Onlus hanno lanciato “Una Food Policy per Roma”, una analisi del sistema alimentare romano e laziale che ha l’obiettivo di evidenziarne criticità e prospettive, lanciando alle istituzioni 10 proposte per avviare una politica del cibo tesa alla sostenibilità, alla tutela dei produttori locali e al diritto a un cibo ecologico e di qualità.

“Una Food Policy per Roma” è anche un percorso partecipato, che Terra! e Lands hanno condiviso con oltre 50 organizzazioni e singoli individui che rappresentano il mondo della ricerca, della produzione e della società civile attivo sui temi dell’agricoltura, del cibo e della solidarietà nella capitale. Questo percorso è confluito in un comitato promotore per la Food Policy di Roma, organismo che ha sposato una serie di proposte chiave da cui partire per spingere le istituzioni a lavorare organicamente sul tema.

Le priorità individuate dal gruppo di lavoro e dal comitato promotore sono:

  1. incrementare l’accesso alle risorse primarie per la produzione agricola, al fine di promuovere la nascita di nuove imprese guidate da giovani agricoltori;
  2. promuovere modelli di agricoltura sostenibile sostenendo la coltivazione biologica e l’agroecologia;
  3. favorire il rientro dei produttori diretti nei mercati rionali, valorizzare le esperienze di filiera corta (farmers’ market, gruppi di acquisto solidale, Community Supported Agriculture) e le reti di economia solidale;
  4. riscrivere le relazioni tra città e campagna su scala metropolitana, favorendo l’approvvigionamento di prossimità utilizzando la leva dell’appalto pubblico a partire dal settore delle mense scolastiche, degli ospedali e delle altre strutture pubbliche sul territorio;
  5. promuovere le specificità territoriali legate al cibo e al territorio, sperimentando sistemi di tracciabilità della filiera e di denominazione comunale o municipale;
  6. prevenire e poi ridurre drasticamente gli sprechi alimentari in tutte le fasi della filiera, favorendo l’accesso al cibo da parte delle fasce sociali più deboli tramite il sostegno alle iniziative di recupero e redistribuzione;
  7. promuovere, in particolare nei contesti urbani e periurbani, tutte le forme di multifunzionalità, sia quelle a maggiore valenza sociale, sia quelle a maggiore valenza economica;
  8. aumentare il livello di consapevolezza dei cittadini rispetto alle questioni del cibo, dell’agricoltura e del territorio attraverso un piano di educazione alimentare e ambientale che parta dalle scuole, dal sistema delle aree protette e dalla rete degli orti urbani;
  9. prevenire il consumo di suolo, e altri fenomeni di degrado della terra;
  10. Misurare i servizi forniti dal sistema agro-silvo-pastorale metropolitano a favore del benessere, favorendo l’integrazione di questi valori nei processi di pianificazione e gestione del territorio.

Rassegna stampa:

Il Messaggero

TGR Lazio

Nuova Ecologia

Terra Nuova

Roma Today

Radio Articolo 1

Radio Tre

Great Italian Food Trade

Per maggiori informazioni: politicadelciboroma@gmail.com

Per aderire al Comitato Promotore: https://forms.gle/S5WQACyqwpS15AQU6

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La Rete PLC: nome e background culturale

Il dibattito internazionale generalmente parla di “urban food policies”, “urban food planning”, “urban food strategies” e altro. Tali espressioni sono il risultato di processi che, a seconda dei contesti e delle dinamiche in termini di governance, hanno portato allo sviluppo di forme diverse di gestione delle tematiche legate al cibo. Durante l’incontro fondativo della Rete, tenutosi il 15 gennaio 2018 a Roma, presso il CREA, i presenti, una quarantina circa, si sono confrontati innanzitutto sulla scelta del nome, condividendo l’esigenza di individuare un’espressione italiana, data la volontà di confrontarsi con i diversi soggetti (amministratori pubblici, attori economici, organizzazioni di categoria, attivisti, movimenti del cibo e altri attori della società civile e con i cittadini/consumatori) che operano nel contesto nazionale. Inoltre, utilizzare un’espressione italiana significa rimarcare la specificità dei diversi contesti locali e il fatto che la Rete, attraverso le sue attività e il confronto interno ed esterno, vuol contribuire a costruire una cornice di senso per una “via italiana” alle politiche locali del cibo.

Politiche e non politica, sebbene condividiamo e sottolineiamo il bisogno di integrare in una prospettiva sistemica una pluralità di competenze e di ambiti e prospettive di azione che l’uso del singolare meglio evocherebbe. Allo stesso tempo, tuttavia, ci sembra che il plurale rifletta meglio l’eterogeneità – tra contesti locali diversi e all’interno di un contesto locale, tra azioni e processi anche contradditori – vedendo la diversità e il confronto come ricchezza ecosistemica e culturale, e riconoscendo la necessità di esplorare strade diverse e di tenere insieme esigenze e interessi differenti e non sempre facilmente conciliabili se non riducendo la complessità attoriale di un dato contesto. A fronte della complessità dei problemi correlati ai sistemi del cibo locali, con il concetto “politiche pubbliche” del cibo, la Rete intende infatti considerare anche i loro effetti inattesi, le quantità mutevoli di risorse e di interessi da esse mobilitati, i possibili nuovi attori a cui le diverse politiche aprono nella loro attivazione. Abbiamo preferito parlare di politiche intendendole in senso ampio, formali e informali, dall’alto e dal basso, considerando questi come estremi di un gradiente di possibilità. Politiche messe in campo o attivabili da una pluralità di attori – pubblici, privati e del “terzo settore” (distinzione dai confini sempre più sfumati) – e a diverse scale, pensando che ogni attore abbia un proprio potenziale spazio di azione, dal singolo consumatore ai governi locali. Politiche come processo verso obiettivi di cambiamento, la cui condivisione dipende dal livello di apertura e capacità di coinvolgimento del processo stesso.

Locali e non urbane, per mettere al centro, sul piano culturale e “geopolitico” non solamente la città, ma le relazioni e il continuum urbano-rurale in una visione territorialista delle politiche urbane, al fine di non contribuire con il linguaggio a perpetuare immagini, rappresentazioni e semantiche che implicitamente riproducono la dicotomia tra la città e la campagna. Questo non significa, tuttavia, non considerare e assumere la centralità della questione urbana e dei processi di urbanizzazione nel contesto dell’evoluzione contemporanea delle città. Politiche locali, dove il locale fa riferimento a un contesto sia geografico, sia di spazio sociale di azione. Un contesto dai confini sfumati, come livello intermedio (da costruire e legittimare) tra politiche di singoli attori (individui, gruppi, collettività locali) e politiche sovralocali (dal livello regionale e nazionale, a quello europeo e globale). Locali anche nel senso di territoriali, ma con un’idea di un approccio più ampio e trasversale della pianificazione territoriale, pur nel suo ruolo centrale che, anzi, nella prospettiva delle politiche locali del cibo aumenta la sua valenza. Viene infatti toccata una molteplicità di ambiti, alcuni con marcato riferimento spaziale, altri meno. Locale dunque come esplorazione e costruzione di possibilità di “regolazione” del sistema del cibo relativamente autonome a livello locale. Il territorio di questo locale non è fisso, non è dato, sicuramente non definito dalle competenze politico-amministrative, ma è prodotto nei processi di costruzione delle politiche locali del cibo incrociando spazi funzionali, territori culturali, ambiti di azione della politica e sistemi locali territoriali di azione collettiva attorno al cibo.

Passando a quest’ultimo, politiche locali del cibo, e non solo alimentari, perché ci sembra che il termine “cibo” rispecchi meglio la polisemia e la trasversalità dei valori nutrizionali, culturali, sociali, ambientali ed economici. Il riferimento è anche alla lingua anglosassone, nella quale con l’espressione “food systems” ci si riferisce a tutti gli elementi (ambiente, società, processi, infrastrutture, istituzioni, etc.) e alle attività legate alla produzione, trasformazione, distribuzione, consumo finale di cibo e trattamento degli scarti alimentari, insieme agli impatti socio-economici e ambientali di tali azioni. Ci interessa rimarcare, inoltre, l’importanza della dimensione etno-antropologica del “gusto” come fattore di distinzione.