A Venezia la Rete Italiana Politiche Locali del Cibo ha portato la propria esperienza nella XII conferenza AESOP Sustainable Food Planning, con il coordinatore Giampiero Mazzocchi al tavolo delle sette reti nazionali europee città-cibo e numerosi contributi della ricerca italiana nelle sessioni parallele.
Venezia, 21-24 ottobre 2026: la XII conferenza AESOP Sustainable Food Planning
L’Università Iuav di Venezia e il suo FoodLab hanno ospitato la XII conferenza del gruppo Sustainable Food Planning di AESOP, l’associazione europea delle scuole di pianificazione. Il titolo, Strengthening the values of food in times and spaces of fragility, chiedeva come rafforzare i valori del cibo in tempi e luoghi fragili.
Il programma si è aperto mercoledì 21 ottobre a Palazzo Badoer con il workshop dottorale e la keynote di Johanna Jacob. Giovedì 22 e venerdì 23 si sono alternate le sessioni parallele e speciali e le keynote di Carolyn Steel, Kami Pothukuchi e Kevin Morgan e una tavola rotonda conclusiva.
Giampiero Mazzocchi porta la Rete PLC al dialogo tra reti europee
Venerdì 23 ottobre, dalle 9:00 alle 11:00 nella sala Tafuri di Palazzo Badoer, Giampiero Mazzocchi, coordinatore del Comitato di Gestione della Rete, ha rappresentato l’Italia nella special session Building movement, bridging values, and empowering local action: European city-food networks in dialogue. Il suo intervento, Bridging Food Planning Research and Action, ha presentato la Rete come ponte tra ricerca e azione nelle politiche locali del cibo.
La Rete è stata raccontata così:
- Origine: rete nazionale ibrida nata nel 2018.
- Chi connette: circa 800 tra ricercatrici e ricercatori, enti locali, professionisti e attivisti; 41 strategie del cibo mappate.
- Missione: sostenere sistemi del cibo sostenibili ed equi con politiche sistemiche e decisioni democratiche.
- Contesto: le politiche locali del cibo in Italia seguono approcci diversi e mostrano disallineamenti tra livelli.
- Attività: incontri nazionali, ricerca, mappature, documenti di posizione e la rivista Re|Cibo, di cui il numero 5 (Volume 3, n. 1) ha un approfondimento sulle reti europee.

Sette reti nazionali città-cibo a confronto
La sessione, moderata da Alessandra Manganelli (Universitat de Barcelona, FARO), Roxana Triboi (LE:NOTRE, Climato Sfera, esperta esterna per l’Agenda Urbana UE) ed Egidio Dansero (Università di Torino), ha messo allo stesso tavolo sette reti che sostengono le politiche alimentari locali in Europa.
| Paese | Rete e relatore | Nascita | Chi connette | Contesto |
|---|---|---|---|---|
| Italia | Rete Italiana Politiche Locali del Cibo, Giampiero Mazzocchi | 2018 | circa 800 persone tra ricerca, enti locali, pratica e attivismo; 41 strategie mappate | approcci locali e regionali; scambio di conoscenze nazionale |
| Regno Unito | Sustainable Food Places, Chloe Smee | 2013 | 128 food partnership nelle quattro nazioni UK | partnership dal basso e municipali; partnership con mandato pubblico in Galles |
| Francia | Terres en villes, Florent Lardic | 2000 | enti locali e attori agricoli; 444 PAT riconosciuti a livello nazionale (aprile 2026) | riconoscimento dei PAT dal 2014; regole EGAlim sugli acquisti pubblici |
| Paesi Bassi | City Deal: Healthy and Sustainable Food Environment, Huibert de Leede | 2021 | 14 città con i ministeri di salute e agricoltura | accordo governo-città; un monitor del cibo validato presentato al ministro della salute |
| Germania | Netzwerk der Biostädte, Werner Ebert | 2010 | 33 enti locali, circa 14 milioni di residenti | contesto federale e dei Länder; ristorazione pubblica biologica |
| Spagna | Red de Municipios por la Agroecología, Nuria Alonso | 2016 (associazione dal 2017) | 40 comuni e territori, anche piccoli centri | approccio agroecologico; competenze frammentate |
| Portogallo | Alimentar Cidades Sustentáveis, Cecília Delgado | 2018 (associazione dal 2022) | attori municipali, civici e della ricerca | rete indipendente, senza un quadro nazionale |
I relatori hanno risposto a due domande: quali bisogni e ostacoli frenano l’azione locale sul cibo, con un esempio di progresso, e come far riconoscere le azioni territoriali a livello nazionale ed europeo.
Quattro nodi comuni e i prossimi passi
Le reti nazionali lavorano come infrastruttura di governance: formano competenze, collegano comuni, regioni, ministeri e reti europee, conservano memoria oltre i cicli politici e danno ai territori una voce collettiva. Dal confronto sono emersi quattro nodi su cui le sette reti si riconoscono:
- Continuità. Come mantenere conoscenze e relazioni oltre progetti ed elezioni, passando dalla sperimentazione all’integrazione.
- Legittimità e risorse. I mandati formali devono arrivare con personale e fondi per agire.
- Coordinamento tra livelli. Le realtà territoriali devono entrare nelle decisioni regionali, nazionali ed europee.
- Una voce collettiva. Le reti cercano richieste condivise che rispettino contesti diversi.
Per proseguire, la sessione ha proposto tre strade: una base di riferimento comune (la tabella di contesto e i profili delle reti), uno scambio mirato su come usare questi risultati e quelli dell’Agenda Urbana UE per l’advocacy, e un dialogo allargato verso una rete paneuropea aperta ad altre reti nazionali, regionali e dell’Europa centro-orientale.
Il contributo italiano nelle sessioni parallele
Nelle sessioni parallele molte ricercatrici e ricercatori italiani, tra cui diverse persone della Rete, hanno presentato lavori e guidato sessioni su sei grandi temi:
- Governance multilivello: come le politiche locali del cibo collegano comuni, regioni e Stato, e come cambiano da un territorio all’altro.
- Atlanti e mappature del cibo: strumenti per leggere i sistemi alimentari e orientare le decisioni, dalla laguna di Venezia alle aree metropolitane.
- Pianificazione urbana e territoriale: il cibo dentro piani, suolo agricolo periurbano e paesaggi produttivi.
- Diritto al cibo e disuguaglianze: povertà alimentare, aiuto alimentare, accesso a supermercati e mercati, intersezionalità.
- Agroecologia e territori fragili: aree interne, paesaggi alpini, terre pubbliche, filiere lagunari e del Delta del Po.
- Consumi e ristorazione collettiva: mense scolastiche e aziendali, abitudini delle nuove generazioni, turismo e trasformazione dei mercati urbani.
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