Il 25 maggio 2021 dalle 17.30 alle 19.30 si terrà il terzo dei webinar di accompagnamento all’Incontro Annuale della Rete. Report dell’evento disponibile a questo link.
Questa volta il tema è quello del Food Summit delle Nazioni Unite e vedrà la partecipazione di una prestigiosa ed entusiasmante platea di relatori: Maurizio Martina (Vice Direttore Generale/Consigliere Speciale del Direttore Generale della FAO), Andrea Segré (Università di Bologna e Campagna SprecoZero), Nora McKeon (Università Roma Tre e IUC Torino) e Paola De Meo (Terra Nuova).
Ad introdurre e moderare la tavola rotonda il prof. Davide Marino.
L’evento è organizzato dalla Rete Italiana Politiche Locali del Cibo, in collaborazione con Està e l’Università degli Studi del Molise.
Il 27 aprile è stata approvata la delibera che mette le basi della food policy di Roma Capitale. Non un progetto calato dall’alto, come è avvenuto in molte città metropolitane, ma una food policy che è il risultato di un percorso partecipativo che ha raccolto il contributo di movimenti, associazioni, reti, ma anche di esperti del mondo accademico da riunire all’interno di un organo democratico come il Consiglio del Cibo. La delibera, infatti, istituisce una consulta cittadina del cibo e impegna la giunta a redigere entro tre mesi un proprio Piano del Cibo, cioè un documento strategico che ‘definisce la visione, i principi e le linee guida da seguire nei processi decisionali e nelle pratiche, e che traccia gli orientamenti e le azioni concrete necessarie a garantire a tutti i cittadini di Roma Capitale l’accesso a cibo sano, nutriente, ecologicamente ed eticamente sostenibile .
Il Prof. Davide Marino con il Comitato Promotore (foto di Giampiero Mazzocchi)
Abbiamo voluto ricostruire questo percorso, iniziato nel 2019 che ha portato ad un risultato straordinario grazie alla forza e coesione di un Comitato promotore nato solo due anni fa. E’ stato il professore di economia, Davide Marino, che conosce bene Roma, le sue peculiarità, ma anche i modelli di food policy nel mondo a lanciare questa idea. Oltre alla competenza, il prof. Marino ha avuto la capacità di coagulare intorno alla sua visione tante persone, tra cui Salvatore Stingo, l’inventore dell’agricoltura sociale in Italia e Presidente della cooperativa Capodarco, attivista all’interno del Comitato promotore della food policy. Li abbiamo intervistati entrambi per capire meglio cos’è una food policy, perché è importante che Roma abbia la sua politica del cibo partecipata e quali prospettive si svilupperanno a breve a partire dalla delibera.
Rappresentanti delle associazioni e movimenti del Comitato Promotore il giorno dell’approvazione della delibera Cooperativa Agricola Sociale Capodarco – Roma
Il 28 gennaio 2021 si è svolto online il IV Incontro Nazionale della Rete, ospitato virtualmente dall’Università di Pisa e dalla Scuola Superiore Sant’Anna.
Il report del IV Incontro Nazionale della Rete è da oggi disponibile.
Si tratta di un lavoro che ha visto impegnati i componenti della Segreteria e del Coordinamento della Rete e che ha cercato, come ormai da tradizione, di andare al di là di una semplice verbalizzazione dell’incontro. Infatti, oltre ad aver riportato la ricchezza delle esperienze portate e i momenti di restituzione critica delle varie sessioni, nel report sono contenute prospettive, ragionamenti e proposte emerse dai/dalle partecipanti durante la due giorni di gennaio e durante i webinar che ne sono seguiti.
Siamo lieti di invitarvi ai primi due webinar di approfondimento che seguono il 4° incontro nazionale della nostra Rete:
15 aprile, ore 17.30: “La strategia ‘Farm to Fork’: tra redistribuzione e multispazialità”, organizzato da CoACT Università di Trento – Food Practices in Movement.
29 aprile, ore 9.30: “Dalle politiche locali del cibo alla politica regionale del cibo della Toscana?”, organizzato dall’Istituto di Management – Scuola Superiore Sant’Anna e Università di Pisa, in collaborazione con Anci Toscana.
Entrambi gli eventi sono stati inseriti all’interno degli eventi di Terra Madre. Questi i link ai due eventi:
15 aprile, ore 17.30: Webinar “La strategia ‘Farm to Fork’: tra redistribuzione e multispazialità”, organizzato da CoACT Università di Trento – Food Practices in Movement.
Rachele Rossi, policy analyst del Parlamento europeo
Serenella Puliga, Mipaaf Direzione Sviluppo Rurale – DISR4 – Ricerca e sperimentazione
Stefano Grando, Mipaaf Direzione Sviluppo Rurale – DISR4 – Ricerca e sperimentazione
Tomaso Ferrando, Rete studiosi della sovranità alimentare, University of Antwerp
Maria Grazia Mammuccini, Federbio
Riccardo Troisi, Fairwatch, tra i soci fondatori della Rete Italiana Economia Solidale (RIES)
Interventi programmati:
Raffaele M. Maiorano, Confagricoltura SDG
Claudia Paltrinieri, Food insider
Federica Ferrario, Responsabile Campagna Agricoltura e Progetti Speciali Greenpeace Italia
Elisabetta Monti, Campagna Popolare per l’Agricoltura Contadina
Damiano Di Simine, Legambiente nella Coalizione Cambiamo Agricoltura
29 aprile, ore 9.30: Webinar “Dalle politiche locali del cibo alla politica regionale del cibo della Toscana?”, organizzato dall’Istituto di Management – Scuola Superiore Sant’Anna e Università di Pisa, in collaborazione con Anci Toscana
Interventi:Roberta Casini, ANCI Toscana Marina Lauri e Andrea de Conno, ANCI Toscana Libera Camici, Vicesindaca Comune di Livorno Francesco Cecchetti, Assessore Comune di Capannori Laura Pommella, Comunità Interattive
Conclusioni di Stefania Saccardi, Vicepresidente e Ass.ra Regionale Agro-alimentare, caccia e pesca
Corso gratuito della durata di 3 mesi (online), rivolto ad un campione-pilota di massimo 50 persone che vivono nella Regione Siciliana.
Il corso è aperto a tutte le soggettività ma per la peculiarità dei temi trattati è particolarmente indirizzato a operatori agricoli (produttori, trasformatori, distributori), studenti universitari (agraria, economia), giovani professionisti nel settore agrario e forestale, associazioni, organizzazioni, attivisti/e, gruppi informali.
Per informazioni scrivere a progettoscuola@falacosagiustasicilia.org entro il 14/02/2021, riferimento segreteria Lella Feo, direttivo Comitato Fa’ la Cosa Giusta! Sicilia.
La rivista scientifica Cities (Elsevier, Impact Factor 4,8) ha aperto una Call for Papers dal titolo “Healthy and sustainable urban food systems: perspectives, challenges and opportunities for the post COVID-19 era“.
La special issue intende esplorare le esperienze e gli approcci più innovativi che sono stati intrapresi a livello urbano per contrastare la crisi da COVID-19 e comprendere gli impatti a lungo termine e le prospettive che la pandemia ha aperto circa i rapporti fra le città e i sistemi alimentari.
Guest editors: Roberta Sonnino, Marta Antonelli, Davide Marino, Giampiero Mazzocchi e Daniele Fattibene.
Da Claudia Giordano: Vorrei condividere con voi l’opportunità di un assegno di ricerca che è appena stato bandito al DISTAL, Università di Bologna. Stiamo cercando una persona che lavori con noi principalmente sulle attività di un progetto europeo che abbiamo vinto quest’anno (LOWINFOOD), con oggetto spreco alimentare. In aggiunta, siamo impegnati anche su un altro progetto vinto nel 2020 (FOODLAND), in qualità di capofila. Pensiamo di partecipare anche ad un paio di bandi nel prossimo Horizon Europe e abbiamo davanti un’intesa fase di analisi dei dati di vari progetti e attività, prevalentemente orientati alla quantificazione degli sprechi ai fini della rendicontazione UE e Agenda 2030.
In sintesi, abbiamo bisogno di una persona con: (possibilmente) buone conoscenze quantitative e con una discreta esperienza internazionale. Il titolo di dottorato sarà tenuto in considerazione, così come eventuali pubblicazioni.
L’Università degli Studi del Molise ha bandito un concorso, per titoli e colloquio, per l’attivazione di una borsa di ricerca dal titolo: “Analisi relazioni cibo-città”, responsabile scientifico il prof. Davide Marino, della durata di 8 mesi e per l’importo complessivo di € 8.000,00 (eventualmente rinnovabile). Qui il link diretto al bando, rintracciabile anche da questo database.
Tra le tante difficoltà, il Covid19 lascia un’Italia più affamata di prima. L’Emporio Solidale di Pescia nasce proprio per fornire aiuti alimentari alle famiglie più in difficoltà.
La situazione dipinta dal Rapporto “La pandemia che affama l’Italia. Covid-19, povertà alimentare e diritto al cibo” di ActionAid non è rosea. Il lockdown ha portato molte famiglie verso una situazione di povertà alimentare grave. Famiglie con minori, donne e giovani precari sono più esposti al problema dell’approvvigionamento di un cibo sano, nutriente e sufficiente. Molte persone non consumano abbastanza oppure hanno una dieta monotona, mangiando pochissima frutta, verdura e proteine nobili. La perdita del lavoro di intere famiglie è la causa scatenante. Rispetto al 2019, si parla di quasi un 50% in più di famiglie a rischio povertà, compresa quella alimentare.
Anche nei piccoli territori il cambiamento si è fatto sentire. Aumentano le richieste per l’erogazione dei buoni spesa e le file davanti ai punti di distribuzione di generi alimentari sono sempre più lunghe.
Sono sempre di più però anche le iniziative territoriali di solidarietà alimentare. Tra queste, una menzione speciale va agli empori solidali, dei veri e propri “supermercati” che sostengono le famiglie in difficoltà, offrendo gratuitamente generi alimentari a famiglie in stato di povertà.
L’Emporio Solidale di Pescia
Anche a Pescia, in Provincia di Pistoia, le associazioni del territorio hanno dato vita al loro Emporio Solidale. Caritas diocesana, Croce Rossa Italiana, Pubblica Assistenza con il supporto del Comune, hanno creato un unico spazio di distribuzione di aiuti alimentari, strutturandolo come un vero e proprio piccolo supermercato, che accetta i buoni spesa dalle famiglie in difficoltà.
L’idea era in cantiere da tempo. La frammentazione delle realtà del territorio che si occupavano di aiuti alimentari rendeva necessario un coordinamento unico. Le forti richieste causate dalla pandemia poi, hanno portato le tre associazioni ad unirsi, mosse da un intento comune: la solidarietà alimentare.
La struttura che ricorda un supermercato è una scelta voluta. L’Emporio Solidale è infatti anche un tentativo di reinserimento sociale delle classi fragili. L’obiettivo è quello di trasformare la consegna dei generi alimentari, attività da sempre portata avanti da tutte le associazioni, nella possibilità di fare una spesa vera e propria. Le famiglie, avranno infatti a disposizione una card a punti, ricaricabile ogni mese, con la quale potranno “pagare” i prodotti dell’emporio. In questo modo, dovranno abituarsi a gestire responsabilmente i punti mensili e avranno la dignità di poter vivere una spesa più normale. La possibilità di accedere all’Emporio Solidale è coordinata e valutata dagli assistenti sociali della Società della Salute e dai quattro attori coinvolti. Un tavolo di coordinamento territoriale si riunirà ogni tre mesi, per monitorare le famiglie interessate o accoglierne di nuove.
Le associazioni hanno seguito la creazione e l’organizzazione dei volontari. Il Comune di Pescia invece, ha contribuito all’affitto dei locali e si impegna a implementare le realtà coinvolte nelle donazioni di cibo. Oltre agli aiuti alimentari europei FEAD, a Banco Alimentare, al programma Siticibo e alle donazioni di privati, le aziende avranno infatti un altro motivo per aderire all’iniziativa. Il Sindaco di Pescia ha predisposto uno sconto sulla TARI alle aziende che donano all’Emporio Solidale il cibo destinato a essere sprecato.
L’Emporio e gli obiettivi futuri
Le attività dell’Emporio Solidale però, non si fermano qui. Le associazioni contano a breve di offrire anche i consigli di una nutrizionista, per aiutare le famiglie, spesso straniere, a conoscere e usare i prodotti alimentari locali, oltre che a fornire consigli per una dieta corretta. Attività di formazione e corsi di agricoltura poi, sono le possibili prospettive future.Non solo aiuti dunque. Lo scopo dell’Emporio Solidale di Pescia è creare più consapevolezza sulle scelte alimentari, sfruttando il cibo anche come strumento di inclusione sociale. L’Emporio Solidale è un esempio di come la cooperazione può dar vita a progetti solidali importanti. Un modo comune per combattere la povertà alimentare e supportare i cittadini nella costruzione di una società più inclusiva: da difficoltà, il cibo diventa sinonimo di aiuto e rinascita.